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Ritornato dalla Sicilia, e un po’ siciliano lo sono diventato. Ho girato per strade in salita, che poi sono diventate comode ed emozionanti discese, ho visto, sfiorato e anche toccato la natura e l’aria pura. Ho provato dei brividi per il mare azzurro e ho provato caldo per l’Africa vicina, divertito dal panorama visto dallo zaino di zia Fantasy e di BabyShot sono diventato un po’ siciliano, ma non di quei siciliani a cui gli americani ci hanno abituati, io parlo dei siciliani della Sicilia vera, dell’ultimo sud italiano, delle ultime speranze italiane, delle ultime mode, delle ultime città, delle ultime voci, degli ultimi italiani ma soprattutto dei primi che si incontrano nel mediterraneo e che danno il benvenuto agli stranieri. Sono diventato siciliano girando per paesini e entrando a Palermo, perdendomi tra strade trafficate e colorate da gente urlante, calda e vissuta. Mi sono perso girando per stradine e palazzi storici, passando tra raffinatezza e abbandono, mercati e chiese... perso nei colori del mare e di una terra che dall’alto ha i tratti del deserto. Rimango ancora sorridente e ancora più sporco e vissuto, ritornato da un viaggio lungo quanto l’Italia, vero quanto la gente che mi ha sempre osservato un po’ con aria strana ma mi ha sempre sorriso…




