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1533° parallelo. Ho girato il mappa-mondo in 80 dei miei passi e mi sono fermato a questa latitudine, elevata alla potenza e triplicata perché il giro l’ho dovuto fare più volte per capire dov’ero. Mari ghiacciati dell’animo nel continente dei sentimenti. Guardatemi sono un pupazzo, non mi muovo a meno che non lo vogliate, eppure nessuno mi ha aperto per vedere se dentro ho un cuore. Anche io vivo.
Un giorno mi sono seduto su un marciapiede, vestito come voi, alto come voi, bianco come voi, e solo perché, come me, più avanti i barboni chiedono gli spiccioli mi avete guardato con una smorfia di disprezzo, come se la mia posizione avesse compromesso la mia dignità.
Ho camminato con un cilindro e delle palle da giocoliere in mano e volevate ricompensare con delle monete un’arte che non vende niente ma è la parte visibile del mondo che resta in equilibrio e sa fare girare anche 5 sfere con 2 mani sole.
Ho lasciato l’ombrello a casa in un giorno di pioggia e avete immaginato che la mia fosse disperazione per rimanere tutto bagnato e tremante, io volevo solo sentire la pioggia.
Ho smesso di parlare la mia lingua e parlare la vostra, per integrarmi nelle dinamiche sociali di voi sapiens, ma ho scoperto che tantissime parole non le usate.
Ho voluto vedere il mare dal faro e l’ho trovato infinito, allora esiste, e voi che non ci credevate… è stato messo li per voi, l’infinito esiste nel vostro immaginario ma non partite più per trovarlo.
Ho guardato il vostro passato, le rivoluzioni, i giovani e gli ideali, e ho capito a chi vi ispirate senza intuire che i tempi sono cambiati e non è più il tempo della rivoluzione, degli striscioni e i cortei, delle urla di rivolta e la musica di ribellione. Sottovalutate le vostre idee. Bevete Coca cola e siete black block, marcate i vostri abiti, vostro padre è manager e siete comunisti, vi spacciate estremisti e non vi estremizzate nella vita di tutti i giorni nel vostro essere coerenti. Non capite che con il Consumismo pagate i vostri impiccatori.
Ho mangiato il vostro cibo e l’ho guardato a lungo, perché sembrava prodotto per essere visto più che per nutrirvi. E656 E312… cosa saranno mai questi ingredienti strani?
Ho visto come vi siete alzati il primo dell’anno, il primo giorno di primavera, il primo giorno d’inverno e di tutte le stagioni. Uguale agli altri. La vita sembra un oggetto che vi spetta ed è troppo piena per pensare alle stagioni. Ma che cosa c’è nella vostra vita, Di cosa si riempie? Dove si va per saperlo? Che libro apro? Che occhiali metto? Che guanti infilo? Che metro uso? Che musica ascolto? Che orologio guardo?

